Parlare di Intelligenza Artificiale non è più fantascienza, ma attenzione a non crederla una moda: la questione ha radici profonde e il dibattito più fertile si sviluppa intorno al concetto di “dato”

Ciao! Mi chiamo Braian e sono qui per raccontarti una storia enorme.

Grazie a secoli di ricerca filosofica e sviluppo del metodo scientifico, oggi possiamo affermare che parlare di Intelligenza Artificiale è fare riferimento a un qualche tipo di gestione della conoscenza. Conoscere è un termine che porta con sé numerose questioni aperte da un punto di vista strettamente logico. Possiamo effettivamente affermare di conoscere qualcosa che crediamo di conoscere? In che modo giustifichiamo la nostra conoscenza di un argomento? Se per le questioni più astratte la faccenda è ancora aspramente dibattuta, per quanto riguarda certi funzionamenti del mondo, possiamo dire che la nostra conoscenza ha origine nell’osservazione del dato.
È un dato che una mela cada da un albero con un’accelerazione di 9.8 m/s², così come è un dato che l’acqua bolla a 100 gradi centigradi e congeli a 0. Questi dati forniscono conoscenza, ci permettono di attuare comportamenti razionali in funzione di un set di informazioni conosciuto: difficilmente decideremmo di buttare una mela su un marciapiede dall’ottavo piano e le ragioni ci sembrano ovvie. Sulla base dei dati raccolti abbiamo scritto manuali, compendi e tabelle che indicano la via più sicura per intraprendere certe azioni, ad esempio costruire navi che galleggino o aerei che volino. Il dato è quindi un’unità fondamentale di informazione che possiamo scovare in ogni evento che ci circonda. La questione si fa certamente interessante se ad essa aggiungiamo che l’Intelligenza Artificiale nasce con il presupposto di raccogliere e analizzare moli di dati impensabili per un essere umano.
Veniamo quindi al nocciolo della questione. Se osservate attentamente il vostro posto di lavoro, scoprirete di essere circondati dai dati, come se una sorta di matrix fosse intorno a voi. Tali dati devono essere controllati continuamente (ad esempio la produzione e l’organizzazione dei turni del personale su macchine a controllo numerico), ma anche una miriade di eventi e azioni che condizionano il lavoro e che passano in secondo, terzo piano nella gerarchia delle preoccupazioni del problem solver di turno. Se avete un sito internet, ad esempio, avrete già una grossa quantità di dati che aspettano solo di essere analizzati e studiati: dal numero di visite sulla pagina, alla percentuale di conversione del vostro funnel. Nel mare di dati che potreste decidere di analizzare potrebbe essere d’aiuto sfruttare certe potenzialità offerte dall’Intelligenza Artificiale. Ma di questo ne parleremo la prossima volta.
Per casa: quanti dati misurabili riconoscete dalla vostra postazione dopo aver letto questo articolo? Lasciateci un commento e condividete!
Braian