L’industria 4.0, il passo giusto verso il miglioramento economico e occupazionale

Il termine Industria 4.0 (o Industry 4.0) indica una tendenza dell’automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti.

Industria 4.0 prende il nome dall’iniziativa europea Industry 4.0, a sua volta ispirata ad un progetto del governo tedesco. La paternità del termine tedesco Industrie 4.0 viene attribuita a Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster che lo impiegarono per la prima volta in una comunicazione, tenuta alla Fiera di Hannover del 2011. I risultati ottenuti dalla Germania a livello produttivo hanno portato molti altri paesi a perseguire questa politica; la nuova spinta ha portato i teorici dell’economia a coniare il termine “Quarta Rivoluzione Industriale“.

L’industria 4.0 nel panorama italiano: ripristino e potenziamento dell’economia nazionale

Per il nostro Paese, in uno scenario di lungo periodo, la versione più radicale dell’Industria 4.0, ossia l’intelligenza artificiale, appare interessante. L’“Accenture Institute for high performance”, in collaborazione con “Frontier Economics“, ha calcolato che, alle attuali condizioni, nel 2035 la crescita dell’economia italiana sarà dell’1 per cento.

A voler individuare i cardini intorno ai quali ruota questa “rivoluzione” possiamo dire che riguarda:

  1. L’utilizzo dei dati come strumento per creare valore. Perché intorno ai dati si muove la potenza di calcolo delle macchine. Tutti i temi realativi ai big data, i dati aperti, IOT, cloud etc…
  2.  Analytics. Ovvero, una volta raccolti i dati, come si possono effettivamente far fruttare.
  3.  Rapporto-interazione uomo-macchina. Come comunichiamo con le macchine, strumenti, interfacce, linguaggi.
  4.  Il ponte tra digitale e reale. La manifattura. La produzione di beni e servizi. Cioè una volta avuti i dati, analizzati, processati e resi strumento per “istruire” le macchine, l’ultimo passaggio è trovare i modi, gli strumenti per produrre i beni. E quindi stampa 3D, robot, interazioni tra macchine.

«L’intelligenza artificiale  potrebbe potenzialmente duplicare la crescita nel 2035. In questo periodo, in Italia il valore aggiunto potrebbe toccare l’1,8 per cento». Quasi il doppio, dunque. Meno, però, del 2,5% della Spagna, del 2,9% della Francia e del 3% della Germania. L’aumento della produttività italiana, da qui al 2035, sarebbe del 12 per cento. Superiore all’11% spagnolo, ma inferiore al 20% francese e al 29% tedesco. «Questa differenza – si legge nel rapporto – trova una sua origine nella diversa capacità che i Paesi hanno di integrare e assorbire le innovazioni tecnologiche».

Il lancio dell’industria 4.0 attraverso l’IA Braian

Tra il 2007 e il 2016  il potenziale industriale dell’Italia si è ridotto del 19,5%, secondo le ultime stime del direttore del settore analisi macroeconomica dell’Ufficio Parlamentare del Bilancio, Sergio De Nardis. Anche se l’export ha sfondato il tetto dei 400 miliardi di euro, la produttività generale delle nostre imprese manifatturiere è tornata ai livelli ante 2008.

La tecnologia Braian si inserisce in questo contesto, implementando le capacità del mercato manufatturiero, produttivo e dei servizi. Le attuali aree di sviluppo – chatbot, recruitment, grasping e robotica – hanno un impatto decisivo nel panorama nazionale, in accordo con le linee dettate dal Governo che muovono verso:

  1. Rilanciare gli investimenti industriali in ricerca e sviluppo;
  2. Aiutare la crescita delle imprese, ovvero: piccolo non è per forza bello;
  3. Favorire le nuove imprese innovative;
  4. Definire criteri di azione condivisi a livello europeo;
  5. Cybersecurity e tutela della privacy;
  6. Migliorare le infrastrutture di rete e diffondere conoscenze approfondite sull’industria 4.0

Giungere al concreto potenziale dell’industria 4.0 richiede però un’applicazione delle nuove tecnologie che sia in prima battuta “tailor-made“, a misura dunque di azienda e settore di riferimento.

Ecco come: https://www.braian.it/ia/