Risorse umane e recruitment nel mondo di oggi: la rivoluzione che non rinuncia al lato umano della selezione

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le aziende – e in particolare gli uffici risorse umane – ricercano e assumono talenti. Il recruitment specializzato permetterà – attraverso l’intelligenza artificiale – di elaborare e semplificare sempre di più le montagne di dati presenti all’interno di ogni organizzazione, sintetizzandole e rendendole più facilmente analizzabili, accessibili e comprensibili.

Le facilitazioni integrate nel recruitment

l’AI e i Chatbot sono quelle che, unite al Machine Learning, permettono di facilitare di più il lavoro dell’HR e del recruitment. Le aziende si trovano spesso a dover raccogliere una mole incredibile di dati, provenienti dai curriculum inviati da aspiranti candidati per una specifica posizione. Il più grande problema nel recruitment è infatti rappresentato dalla difficoltà del Recruiter nel gestire tutti questi dati ed elaborarli correttamente. All’interno di una quantità così ampia di informazioni può ad esempio accadere che il Recruiter non noti un curriculum interessante, scartando così un potenziale candidato. L’utilizzo di un Chatbot in fase di Recruitment permette di rendere il primo colloquio conoscitivo più personale, sottoponendo ai candidati qualcosa di meno freddo di un classico form da compilare.

Recruitment, turnover e matchmaking

Grazie all’AI sarà possibile diminuire il turnover in azienda, consentendo una maggiore crescita professionale delle risorse. A volte, la causa principale dell’insuccesso di un’assunzione è da cercare in un mancato match culturale tra il dipendente e l’azienda. L’AI permetterà presto di superare questo ostacolo. In un futuro prossimo le formule matematiche integrate nel recruitment  prenderanno in considerazione le abilità tecniche, riuscendo ad analizzare la capacità di adattamento di un candidato all’azienda. Il contributo più significativo dell’Intelligenza Artificiale risiederà dunque soprattutto nel migliorare il matchmaking:. I reclutatori stessi nel 96% dei casi pensano che l’AI abbia il potenziale giusto per migliorare l’acquisizione di talenti, in quanto rende più semplice sfruttare l’enorme quantità di dati raccolti, incrociarli con le necessità di una determinata posizione e trovare in questo modo il candidato perfetto.

Con l’arrivo dell’AI nel recruitment, attività che richiedevano un ampio dispendio di tempo come lo screening dei curricula, la descrizione dei profili ricercati e la comunicazione con i candidati, possono essere svolte in pochi secondi. Si ha così molto più tempo da dedicare all’aspetto umano dell’assunzione, offrendo un servizio più personale sia ai clienti, sia ai professionisti. Grazie all’AI e al Machine Learning, la funzione HR si ritroverà con meno compiti, avendo tra le mani soluzioni capaci di automatizzare numerose operazioni di recruitment e più tempo per focalizzarsi sul business.

Recruitment oltre il limite umano

L’Intelligenza Artificiale permette di superare anche un limite umano che è quello di essere influenzato dalla prima impressione avuta sul candidato: il Recruiter umano può essere infatti influenzato dalle sue inclinazioni personali di empatia e simpatia.

Ecco dunque che l’intelligenza artificiale integrata nel recruitment si presenta come uno strumento privo di impressioni fallaci, regolato da algoritmi specifici che impreziosiscono il compito finale della risorsa umana nello scegliere il candidato ideale. Inoltre, la mole infinita di dati e informazioni da processare ed analizzare supererà la magra giornata lavorativa e al contrario resterà sempre attiva e al primo posto nel creare liste profilate di candidati ideali.

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