Un’azienda capace di gestire in maniera efficace i propri dati, è una azienda con un vantaggio competitivo. Ma cosa significa “gestire i propri dati”?

I precetti dell’azienda data friendly

La prima domanda alla quale dobbiamo rispondere, dopo aver pianificato il metodo per l’acquisizione dei dati, riguarda il modo con il quale s’intende conservarli. Ad oggi esistono due metodi per la conservazione del dato, ciascuno con funzionalità differenti, ovvero la conservazione on line, attraverso servizi di cloud; oppure off line, avvalendosi di server di proprietà.

Data Cloud Storage

La conservazione on line dei dati è una pratica già ampiamente diffusa anche presso gli utilizzatori di smartphone. Le vostre, ad esempio, foto potrebbero essere salvate contemporaneamente sia sulla memoria fisica del vostro dispositivo, sia su un cloud.
Ma che cos’è di fatto un cloud? Il cloud è uno spazio virtuale gestito da operatori terzi che vi permette di salvare i vostri dati in modo sicuro e permanente. Il vantaggio principale è quello di non dover acquistare software o hardware e di avere un sistema scalabile secondo le vostre esigenze.
Anche nel caso della vostra azienda, potete ricorrere a un cloud service per il mantenimento dei dati. Ad oggi, colossi come Google e Amazon mettono a disposizione degli utenti grandi spazi per la gestione dei dati su cloud, mantenendoli accessibili e condivisibili in maniera veloce e intuitiva grazie al lavoro di terzi per il mantenimento delle strutture fisiche, ovvero i server a cui fanno capo tali cloud. C’è però una postilla: un cloud è raggiungibile solo attraverso una connessione internet, la quale è garantita da un Internet Service Provider. Questo porta con sé una domanda necessaria: i dati della tua azienda quanto velocemente si spostano, o vengono trattati? Operare in real time sui dati è una pratica frequente nella tua azienda? Sono queste le domande da porsi per valutare correttamente il metodo di conservazione dei vostri dati.

Off line data

Esiste un’alternativa al cloud, certamente più dispendiosa e che necessita di maggiori competenze specifiche, ovvero l’acquisto di un server di proprietà per l’immagazzinamento dati. Acquistare server è semplice, far sì che comunichino tra loro e con i computer connessi alla rete interna è pratica esclusiva di ingegneri informatici che abbiano una forte preparazione sulla gestione delle reti. Ad ogni modo, un server è un dispositivo di storage. Tale dispositivo può trovarsi all’interno di una rete, oppure al di fuori. In questo ultimo caso, il sistema è detto DAS, cioè Direct-Attached Storage, si ottiene grazie a un’estensione del server fisico e, se non si necessita di condivisione, può essere una scelta. Più server tra loro connessi generano una Storage Area Network (SAN). Dal momento che questa opzione è più sofisticata, vi rimando a questo articolo nel quale entreremo nel dettaglio tecnico. Posso però dirvi che vi sono precise ragioni per la quali sarebbe opportuno investire in una SAN, qualora doveste individuarle anche nella vostra azienda.
Un server di proprietà assicura un totale controllo sui dati contenuti: siano essi dati di produzione o dati sensibili (in questo caso vi sono degli accorgimenti legali che devono essere tenuti in estrema considerazione); un server permette di operare rapidamente sui dati, in quanto il collegamento tra dispositivi avviene in un contesto locale, non sottoposto perciò alle problematiche tipiche della rete internet; All’interno di una SAN può essere poi disposto un “nodo” NAS ovvero un Network-Attached Storage, un punto d’accesso alla rete, raggiungibile anche dall’esterno che favorisce la comunicazione dei dati tra tutti i nodi.
E voi avete sapete quale sistema utilizzate? Siete sicuri che non si possano trovare soluzioni migliori?

Braian